Progetto di Formazione per sostenere la Reintegrazione nel mondo del Lavoro delle persone detenute nella Casa di Reclusione di Rebibbia

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L’art. 4 della Costituzione, garantisce, valorizza e promuove il Lavoro, riconoscendo la piena libertà d’accesso e di scelta delle attività lavorative o delle professioni e al tempo stesso il diritto all’astensione da qualsiasi interferenza nella scelta, nel modo d’esercizio e nello svolgimento delle medesime. La Costituzione Italiana esplicitamente stabilisce poi all’art. 27, che la pena irrogata ad un condannato deve tendere essenzialmente ai fini rieducativi. Uno strumento indispensabile per raggiungere questo scopo è senza dubbio il lavoro.

Il lavoro, indipendentemente dalla sua importanza intrinseca per ciascun individuo, acquista dunque una particolare valenza in rapporto al mondo della detenzione, si pone come alternativa concreta al reato, sia durante la fase della detenzione quale elemento di rieducazione, sia nella fase post- detentiva al fine di escludere il ricorso al crimine quale cespite di sopravvivenza.

Il detenuto deve essere avviato a percorsi d’inserimento al lavoro non tanto per essere sottratto all’ozio avvilente, quanto perché il lavoro è un dovere sociale, è un diritto costituzionale, è un essenziale strumento di rieducazione, con notevoli vantaggi anche di ordine psicologico e sociale.

Per porre rimedio alla carenza di opportunità di lavoro, la società libera è chiamata a concorrere con impegno, d’intesa con l’Amministrazione Penitenziaria, attivando proficui collegamenti con l’esterno, direttamente con il mondo del lavoro, ma anche con le istituzioni.

In questo scenario, da gennaio a maggio 2019, all’interno della Casa di Reclusione penale maschile di Rebibbia, si è svolto un Percorso Formativo promosso dalla Sezione Consulenza, Attività Professionali e Formazione di Unindustria, nella persona del suo Presidente, Ing. Roberto Santori e patrocinato dal Garante per i Diritti dei Detenuti Lazio, Dott. Stefano Anastasia, con la direzione scientifica di Orienta s.p.a. Agenzia per il Lavoro e finanziato dal Fondo Formazione FormaTemp.

Il Progetto, in dieci incontri settimanali di quattro ore ciascuno, era rivolto agli ospiti della Casa di Reclusione ed aveva come obiettivo quello di sostenerli in un percorso di reintegrazione nel mondo del lavoro al termine del loro periodo di detenzione.

Da ottobre 2019, in accordo con il Direttore di Rebibbia, Dott.ssa Nadia Cersosimo, ha avuto inizio il secondo modulo formativo del Progetto in parola, riservato ai corsisti in possesso del diploma di partecipazione alla prima fase del medesimo percorso. Il secondo modulo è stato fortemente voluto da Roberto Santori, questa volta nella sua veste di Direttore Generale di Challenge Network che ne cura la direzione scientifica assolutamente pro bono.

Questi gli argomenti che verranno affrontati: Emozionare raccontando; Personal Branding; Trasformare una criticità in opportunità; Lavorare per obiettivi; Come prepararsi al colloquio di lavoro.

Con lo scopo di dare una connotazione più pratica al percorso, lo scorso 12 dicembre 2019 si è tenuto un primo incontro in aula tra i Detenuti e alcuni imprenditori e manager sensibili alla tematica oltre che colloqui individuali con i detenuti stessi tesi a valutare il livello di occupabilità di ognuno di loro. All’incontro erano altresì presenti, il Direttore della Casa di Reclusione ed il Garante per i Detenuti del Lazio. Un secondo appuntamento con le Aziende è previsto per il 28.01.2020.

La Legge Italiana, infatti, prevede bonus contributivi e fiscali per le aziende pubbliche o private e le cooperative sociali che organizzano attività di servizio o produttive all’interno degli istituti penitenziari impiegando lavoratori detenuti.

Sono previsti inoltre contributi per aziende che impiegano con contratti di lavoro subordinato di durata di almeno 30 giorni, detenuti ammessi al lavoro all’esterno, in semilibertà ed ex detenuti.

In particolare, è previsto uno sgravio parziale – nella misura del 95% – dei contributi INPS e INAIL a carico della ditta e del dipendente, che diventa totale nel caso di cooperative sociali che reinseriscono persone svantaggiate. In aggiunta è riconosciuto un credito d’imposta da un minimo di 300 euro ad un massimo di 520 euro mensili.

Il beneficio di credito di imposta, riproporzionato, è previsto anche in caso di assunzione part-time.

La procedura di assunzione di detenuti in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno prevede la stipula di un’apposita convenzione con l’amministrazione penitenziaria con successiva concessione del codice di autorizzazione 4V, utile alla fruizione dello sgravio contributivo.

Il Progetto di Formazione per sostenere la reintegrazione delle persone detenute rappresenta, pertanto, un esempio concreto ed esemplare di impegno e responsabilità sociale, riconosciuto ed apprezzato dalle Istituzioni e dalla società.

Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera stanno dando ampio risalto all’iniziativa per il suo profondo valore etico ed il Garante dei Detenuti si è così espresso nell’accordare il proprio patrocinio all’iniziativa: “Auguro che il progetto possa ottenere il più ampio successo”; (Dott. Stefano Anastasia

Garante dei diritti dei Detenuti).

Avrà inizio, nelle prossime settimane, la seconda edizione del Percorso Formativo con ulteriori dieci incontri settimanali di quattro ore, rivolto agli ospiti della Casa di Reclusione di Rebibbia, promosso dalla Sezione Consulenza, Attività Professionali e formazione di Unindustria e patrocinato dal Garante dei detenuti Lazio, dott. Stefano Anastasia, con la direzione scientifica di Orienta e finanziato da Form Temp.